La scuola e la miniera d’oro…

La prima volta che arrivammo a Ouattinoma, nel 1999, c’era una piccola scuola in “banko” (mattoni di laterite, paglia e sterco seccati al sole) con tetto in paglia, costruita dagli abitanti del villaggio. Le condizioni erano veramente povere. Finanziammo nel 2001, su proposta di Zoodo, un primo edificio scolastico con ripostiglio e cucina per tre classi, circa 100 allievi. Gli allievi aumentarono e nel 2011 fu realizzato il secondo edificio per altre tre classi, con  nuove latrine e hangar esterno per un numero di allievi variante, a seconda degli anni, tra 200 e 220.
Negli ultimi anni fu realizzata una nuova larga strada, fiancheggiante la scuola, per collegare la città di Ouahigouya e la nuova miniera, sfruttata da una multinazionale canadese. Dopo non poche tensioni con la popolazione dei villaggi sul territorio dei quali erano iniziati i lavori di estrazione dell’oro, nel gennaio 2015, nel Comune di Namissiguima dei manifestanti incendiarono i macchinari della ditta.
A Namissiguima, c’è un luogo (Ramatoulai) che da molto tempo, da decenni se non da secoli, è un centro di pellegrinaggio e di culto per le comunità e i fedeli di religione mussulmana. Al centro di Ramatoulai c’è una moschea, meta ambita di molti fedeli. Proprio nella zona di tale moschea, in particolare nell’area sotto e attorno ad essa, così come in quattro altri siti della regione, l’impresa canadese ha identificato dei giacimenti d’oro. Uno dei giacimenti più importanti si trova proprio sotto la moschea. Per gli abitanti del luogo di religione mussulmana, così ci è stato spiegato, l’oro del giacimento rappresenta “la luce dei loro avi e dei loro santi d’oltre tomba”. Per tale ragione si sono opposti fermamente alla sua estrazione in tale luogo.
Sulla strada di laterite che fiancheggia la scuola, molti pesanti camion transitano regolarmente durante tutta la giornata, sollevando polveroni di sabbia fine con grande disappunto degli abitanti dei quartieri e del villaggio attraversati. Qualche tempo fa le popolazioni della zona hanno reagito bloccando la strada e impedendo ai grossi automezzi di transitare. Hanno ottenuto un compromesso, chiedendo alla Ditta di innaffiare ogni mattina l’arteria stradale. Effetto che, però, dopo poche ore con il caldo e il sole della regione, svanisce, cosicché gli edifici della scuola, gli allievi e i docenti subiscono regolarmente gli effetti di continui polveroni. Visto che le classi non hanno vetri alle finestre, ma solo tapparelle di metallo inclinate che lasciano passare aria e polvere, i docenti ci hanno detto che i piani delle loro cattedre, quotidianamente, assumono purtroppo non il colore dell’oro ma quello rosa della laterite!
Franco Losa, mercoledì 23 gennaio 2019