Una difficile conclusione

Sembra strano scrivervi con la consapevolezza che questo nostro scritto debba fungere da conclusione ad un’esperienza così intensa e arricchente come quella vissuta in questo incredibile paese. Non vi nascondiamo che l’emozione nel comporre queste brevi frasi è tanta poiché ci porta a rivivere situazioni e ricordi che rimarranno per sempre impressi nei nostri cuori. Ci siamo approcciate a questa nuova esperienza con curiosità e con tanta voglia di metterci alla prova sia a livello personale che professionale. Ma in questo momento la forte emotività dovuta dai sinceri legami costruiti, ha preso completamente il sopravvento facendoci sentire vulnerabili ma allo stesso tempo vive. Il Burkina Faso ci ha posto d’innanzi a sfide alle volte dure perché accompagnate da sofferenza, malinconia e paura ma in questo momento dentro di noi sentiamo che anche queste sono state fondamentali per la nostra crescita personale e che per questo saremmo pronte a riviverle tutte con la consapevolezza di saperle affrontare.
In questo ultimo mese abbiamo avuto la possibilità di sperimentarci a livello professionale lavorando all’asilo, al sostegno scolastico e alla biblioteca. Per poter operare in questo contesto educativo si è rivelato fondamentale riuscire ad attenuare i nostri giudizi e le nostre rappresentazioni personali, questo per riuscire a comprendere appieno le modalità di lavoro proposte dai nostri colleghi e per predisporci alla nostra attività professionale. La maggiore differenza riscontrata rispetto al nostro contesto si riferisce alla relazione tra l’adulto e il bambino, sebbene inizialmente questa è apparsa ai nostri occhi come molto rigida e autorevole, con il passare del tempo si è rivelata essere funzionale per i bambini, per l’équipe e per il contesto stesso. Un altro aspetto che ci ha colpite è stato il programma proposto dalle maestre dell’asilo il quale era prettamente ad impronta prescolastica e poco ludica, è per questo motivo che abbiamo deciso di ideare e attuare il nostro intervento educativo in quella direzione. Nello specifico abbiamo provato a rispondere ad una richiesta esplicita di aiuto da parte delle maestre, le quali desideravano poter raccontare delle storie ai bambini attraverso dei supporti grafici in modo da favorirne l’apprendimento del francese, l’attenzione e stimolarne l’immaginazione. Armate di colori, immaginazione, parole e soprattutto tanta passione ci siamo dilettate nella creazione di tre racconti illustrati, in cui temi rispecchiavano il programma. Per la realizzazione della trilogia delle avventure di “Thierry la tartaruga” ci siamo ritagliate quattro serate dove tra un disegno e l’altro ci siamo improvvisate illustratrici oltre che narratrici. Ma per non farci mancare nulla abbiamo inoltre deciso di metterci alla prova animando, con l’aiuto delle mastre un racconto alle classi. Possiamo dire che nonostante l’esecuzione si è rivelata impegnativa anche per la mancanza di materiale a disposizione, vedere i sorrisi dei bambini e la loro gioia e percepire l’entusiasmo delle maestre è stata per noi una delle gratificazioni più grandi.
Oltre a questa splendida esperienza abbiamo potuto lavorare anche nei sostegni scolastici dove abbiamo affiancato i colleghi nelle attività. Non è stato facile per noi ritrovarci davanti a dei bambini che oltre ad avere delle difficoltà di tipo scolastico vivevano sicuramente in condizioni precarie e di povertà, in quei momenti non è stato facile per noi controllare i nostri sentimenti e le forti emozioni. A livello educativo invece, una grande difficoltà che abbiamo riscontrato oltre alla lingua è quella della presenza di più classi all’interno del medesimo sostegno. Questo aspetto richiede giornalmente ai docenti buona capacità di adattamento, flessibilità e impegno. Abbiamo concluso questo mese di stage riuscendo ad instaurare delle relazioni di fiducia e amicizia con l’équipe di lavoro, ed è per questo che l’ultimo saluto con loro è stato un momento molto emozionante che ci rimarrà impresso.
Con il passare del tempo abbiamo preso coscienza che la vera ricchezza di questo paese sono le relazioni che si creano tra le persone, il senso di accoglienza e di famiglia che per noi si è declinato in una bellissima relazione di sincera amicizia con l’autista della nostra responsabile pratica Thierry. Insieme a lui abbiamo affrontato una moltitudine di situazioni che molto spesso erano caratterizzate anche da incomprensioni, ambiguità e difficoltà. Lui è stato non solo un amico ma un importante punto di riferimento, un ottimo ballerino e un grande festaiolo che ci ha permesso di vivere momenti burkinabé indimenticabili facendoci sentire parte di questa comunità.
È difficile per noi provare a concludere questo breve scritto facendovi capire quello che realmente è stata per noi l’esperienza in Burkina Faso, ma ci sentiamo davvero realizzate e soddisfatte del percorso intrapreso perché siamo cresciute a livello personale ed umano. Dal Burkina Faso ci portiamo a casa ricordi, emozioni, affetti, valori e in questo momento… anche un po’ di malinconia. In pieni preparativi per l’imminente rientro in Ticino vi salutiamo calorosamente (30° gradi all’ombra) dalla capitale Ouagadougou!

 
Stefi e Sole
(novembre 2017)