Buone nuove dalla scuola di Ouattinoma

DSC09505Appuntamento alla scuola di Ouattinoma alle ore 9.00. Giungiamo puntuali sul posto con Thierry (autista) e il Coordinatore pedagogico (Sidi). Ci raggiungono le due nuove animatrici del sostegno scolastico a Baobané-Ouattinoma (Assétou e Salimata). Tutti gli insegnanti (nove) e il Direttore sono seduti sotto l’albero di “Nime” che fronteggia il “vecchio” edificio della scuola costruita, e da noi finanziata, nel 2001.
L’esterno della scuola è pulito, molto curato. Le varie zone (di fronte alle classi) e i vari percorsi (che conducono verso il pozzo, l’orto, le latrine o la cucina) sono delimitati con strisce ordinate di pietre. Trasmettono un senso di pulizia e ordine, cosa rara… qui in Burkina. Non si notano rifiuti o sacchi in plastica svolazzanti al vento. La riunione con gli insegnanti inizia, come sempre, con le presentazioni e i saluti reciproci seguiti da un lungo silenzio che m’imbarazza. La tendenza di noi bianchi è quella di arrivar subito al dunque…; di passar subito all’azione. Discutiamo della collaborazione fra animatori del sostegno e insegnanti titolari. Il Direttore espone i loro problemi e le loro richieste (“doléances”…). Speravo, quest’anno (dopo aver insistito, lo scorso anno, sul fatto che la nostra ONG è piccola, non è una multinazionale dell’aiuto… e dispone di mezzi limitati), che la direzione e i docenti sottolineassero il senso e i risultati pedagogici del loro lavoro più che rivendicassero aiuti per la dotazione della mensa, le infrastrutture, ecc… Non è stato il caso. Ribadisco chiaramente che la nostra ONG, con Zoodo (l’ONG nostra partner locale), non vuole né intende “fare della carità”. Se in passato, aggiungo, l’aiuto allo sviluppo ha operato in tal senso, oggi, visto anche il “nuovo corso” che, sembra, si stia attuando nel Paese (è proprio di questi giorni la decisione dei parlamentari burkinabé di decurtare il loro salario), bisogna “uscire dalla logica che crea e alimenta la dipendenza, per instaurare quella della responsabilità, dell’autonomia e della partecipazione finanziaria di ogni attore coinvolto.

Proseguiamo l’incontro con la visita dell’orto (ben curato dai ragazzi e coltivato a cipolle) delle classi e la verifica dei lavori di manutenzione, con l’impresario locale, eseguiti ai due edifici. Nell’insieme il loro stato è buono: le lavagne del nuovo edificio sono state rinnovate e sono molto belle. Il tetto è stato rinforzato in un angolo che poneva problemi a causa del forte vento, ma si decide di apportare un ulteriore miglioramento mettendo dei pesi, nella zona d’angolo, sulla copertura in tolla, e una griglia che eviterà nuovi rischi di fessure a causa del forte vento nella zona. Le serrature sono state sostituite e si son messi dei catenacci alle porte delle aule. L’incontro termina con una foto di gruppo, i saluti e auguri reciproci.
Sono soddisfatto nel vedere il buon stato globale della scuola.
Franco Losa, Ouahigouya, Uffici Zoodo, 20.010.2016, h. 12.30

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